Chat Control fino al 2028: Weidel attacca la “sorveglianza totale”
Vogliono controllare le chat mentre i loro sms spariscono.
Alice Weidel, intervenendo al Bundestag, ha attaccato duramente la cosiddetta Chat Control europea: la misura che consente alle piattaforme digitali di continuare a scansionare contenuti e comunicazioni non cifrate per individuare materiale illegale online.
Il tutto viene presentato, come sempre, con la parola più comoda: “sicurezza”.
Ma il punto politico resta enorme.
Perché quando il potere entra nelle chat, nei messaggi, nei file privati e nelle comunicazioni dei cittadini, la domanda non è più solo “a cosa serve oggi”.
La domanda vera è:
chi controllerà domani chi controlla?
Weidel ha messo il dito nella piaga: cittadini sempre più trasparenti, istituzioni sempre più opache. Da una parte si chiede di poter controllare le comunicazioni private. Dall’altra, quando si parla degli sms sui contratti Pfizer di Ursula von der Leyen, sparisce tutto dietro silenzi, omissis e telefoni che non si trovano.
Per i cittadini: sorveglianza.
Per il potere: riservatezza.
Eccolo il doppio standard europeo.
La privacy diventa sacrificabile quando riguarda la gente comune.
Diventa sacra quando riguarda chi comanda.
Non è una questione tecnica.
È una questione di libertà, controllo e fiducia tradita.